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Coppie eterosessuali conviventi, purchè registrate come unioni di fatto, single e coppie omosessuali potrebbero presto avere ogni diritto ad adottare un bambino. Lo potrebbe stabilire la nuova Convenzione europea sull’adozione dei minori: una svolta per tutti coloro che vogliono adottare un bambino e non sono sposati. Il nuovo testo, in elaborazione dal 2002 differisce da quella attualmente in vigore datata 1967 che prevedeva la possibilità di adozione solo per le coppie eterosessuali sposate. Il documento attualmente in esame, che dovrebbe essere firmato dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa nella prossima riunione del 5-6 maggio, estende il diritto di adozione anche alle coppie eterosessuali non sposate e ai single, e apre le porte all’adozione anche per le coppie gay. La convenzione, fanno sapere dal Consiglio d’Europa, permette ai singoli Stati di scegliere in che modo aderirvi, optando, cioè, per un’adesione totale piuttosto che parziale (ad esempio preferendo attuare solo la parte che riguarda le coppie eterosessuali conviventi e non le altre). Nel primo caso, però, lo Stato che decidesse di ratificare la convenzione nella sua versione integrale, deve anche adeguarsi alle indicazioni riportate dal testo, ovvero permettere la registrazione di unioni civili eterosessuali o omosessuali e mettere in atto tutte quelle disposizioni che permettano l’attuazione totale della convenzione. Per quanto riguarda le coppie omosessuali, la disposizione è ancora vaga, ma segna indubbiamente un notevole passo avanti, stabilendo quantomeno la possibilità dell’adozione da parte delle coppie gay o lesbiche, se lo Stato membro lo vuole. Ancora una volta, il documento, infatti, lascia ai singoli Stati la libertà di decidere se prevedere l’adozione per le coppie gay sia sposate, sia registrate come unione di fatto, sia conviventi stabilmente e in quali modalità.
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Fa discutere una sentenza della Suprema Corte che definisce “disonorevole” un rapporto gay, al pari di un rapporto incestuoso. Per questi motivi è possibile astenersi dal testimoniare ad un processo.
Roma - In una sentenza della Suprema Corte depositata il 14 febbraio scorso (n. 7208), le sezioni unite penali stabiliscono che è punibile chi, in fase di testimonianza in un processo, dichiara il falso per “salvare il prossimo congiunto da un grave e inevitabile” danno. E fin qui non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che resta escluso da questa punibilità chi rientra in una serie di casi in cui dalle dichiarazioni “potrebbero emergere fatti disonorevoli”. Si tratta, come si legge nella sentenza, dei rapporti incestuosi e dei rapporti omosessuali. Chi rientra in queste casistiche, in pratica, può mentire a fin di bene evitando di dover rivelare, ad esempio, le ragioni per le quali il testimone “era presente in un certo posto a una certa ora”. «È gravissimo che un organismo istituzionale come le sezioni riunite della Corte Suprema di Cassazione definiscano un “fatto disonorevole un rapporto omosessuale” mettendolo nero su bianco su una sentenza». È questo il commento di Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay. «È inaccettabile che in un dispositivo in cui si ragiona di tutela della testimonianza e di diritti del testimone - ha continuato Mancuso - si offra una definizione di omosessualità come fatto disonorevole e lo si affianchi equiparandolo ad un rapporto incestuoso.» «Noi ci consideriamo assolutamente orgogliosi - conclude Mancuso - dei nostri amori e dei nostri rapporti. Disonorevole è il pregiudizio sociale, disonorevole è l’omofobia, disonorevole sono sentenze come questa.»
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«Io sono il candidato laico, la risposta laica alle candidature di Ferrara e Rutelli: così, darò a tutti la possibilità di votare e non astenersi alle prossime elezioni per il primo cittadino della Capitale»
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Roma. Incendio al locale gay “Coming Out”. Si sospetta il dolo. 18 febbraio 2008 alle 12:12
Stanotte è stato incendiato il Coming Out, locale gay in via San Giovanni in Laterano, nei pressi del Colosseo. Il danno è stato notato stamattina dai proprietari. Non tutto il locale è stato danneggiato, ma solamente una parte (da quello che ho capito, si tratta dell’area a ridosso delle serrande). Indagini sono in corso da parte delle forze dell’ordine. L’ArciGay ipotizza la matrice dolosa, e preannuncia per venerdì alle 22.30 un sit-in. “È un gesto orribile che ci sconvolge ma non ci spaventa…
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Incalzata da un giornalista, l’aspirante prima donna presidente degli States ha dichiarato di essere assolutamente a favore dei diritti dei gay, unioni civili comprese. E polemizza con Obama. Il Washington Blade ha pubblicato un’intervista realizzata in esclusiva da Kevin Naff alla candidata alla Casa Bianca per il partito democratico statunitense Hillary Rodham Clinton nella quale la senatrice dichiara il suo “forte” supporto in favore dei diritti dei gay. Ha dichiarato di essere a favore di un’estensione federale del riconoscimento delle coppie dello steso sesso, l’abrogazione del “Don’t Ask, don’t Tell” e ha respinto le accuse rivoltele dai sostenitori del candidato avversario Barack Obama secondo i quali l’ex first lady non si esprime abbastanza chiaramente riguardo alle tematiche gay. “Parlo spesso dei problemi dei gay - ha dichiarato -. Sono amica della comunità LGBT da lungo tempo e parlo dei loro problemi dal 1999 quando mi sono candidata per la prima volta al senato e sono stata considerata la prima ad avere detto chiaramente che il ‘Don’t Ask, Don’t Tell’ era da abrogare. Parlo a favore dell’abolizione di ogni forma di discriminazione continuamente”. Hillary ha anche risposto a chi dichiara che Obama parla più facilmente di tematiche gay anche difronte a platee non gay. “Lo trovo abbastanza ironico - ha commentato la senatrice - dal momento che il senatore Obama si è fatto accompagnare nel suo tour gospel in South Carolina da Donnie McClurkin”. McClurkin, un sacerdote di colore che ha partecipato al tour gospel nell’ambito della campagna elettorale a sostegno di Obama, si dichiara un “ex-gay”. La candidata alla presidenza ha anche dichiarato che se verrà eletta, sarà il primo presidente degli Stati Uniti a marciare in un Gay Pride e che non ricorda di aver sentito nel recente video dell’ex vicepresidente Al Gore sostegno ufficiale ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.
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Come riconoscere i gay da piccoli!